Intenzione e direzione. Due parole rimaste vivide nella mia mente dopo aver assistito lo scorso 3 febbraio allo spettacolo del Tedx di Forlì, che Prati ha voluto sponsorizzare come Premium Partner. Ho portato a casa anche un’immagine di un esercizio di pratica Aikido: un braccio che punta avanti, e che assume più forza se abbiamo una direzione verso cui tendere.
Chissà, forse parto da questo esercizio perché mi ha ricordato quando, in un momento difficile della mia vita, ho deciso di praticare quest’arte marziale, affascinata dalla filosofia che vi era dietro: una “via” che conduce all’armonia con l’energia vitale e lo spirito dell’Universo. Ogni “attacco” sul tatami genera infatti una risposta “trasformativa” accompagnata da movimenti fluidi, circolari, che si ispirano ai principi della natura.
E, dal palco del Teatro Diego Fabbri, a farci fare un po’ di “pratica” è stato Terenzio Traisci (psicologo del lavoro). Provate anche voi, in due, a fare questo semplice esercizio: stando in piedi stendete un braccio e l’altra persona prova a spingervelo verso il basso; poi riportate il braccio nella stessa posizione, ma questa volta esprimendo l’intenzione di andare avanti; noterete che l’avversario farà più fatica ad abbassare il vostro braccio perché avrete acquisito maggiore forza grazie al desiderio di andare verso una meta.
E come gestiamo lo stress? I pesi che portiamo nel nostro “zaino” – puntualizza Traisci – ci fanno incurvare le spalle e, con lo sguardo rivolto verso il basso, percepiamo una visione limitata della realtà. Ecco perché è importante “rinforzarsi” per stare in piedi in modo da mettere in moto un’intelligenza positiva che ci porta a vedere il nostro “macigno” in un paesaggio più ampio.
Come fare? Seguendo alcuni step…
- ampliare la nostra percezione e conoscenza;
- cambiare le nostre credenze limitanti;
- modificare le nostre abitudini (un passo alla volta, ce la possiamo fare!).
E nel fare questo lavoro su di sé è anche cruciale porsi le domande giuste!
Traisci suggeriva infatti di chiedersi “cosa posso fare di SEMPLICE per migliorare la situazione?” E mi raccomando, non tralasciate la parola “semplice” in quanto serve a dare un input positivo al cervello, gli stiamo dicendo che la soluzione è semplice e favoriamo l’attivazione di “connessioni” che aprono la strada a nuove prospettive.
Paolo Stella (scrittore e creative director), parlando della “grammatica del desiderio”, ha invitato ad osservarci meglio e chiederci: Questo è davvero il mio desiderio o è quello di qualcun altro? Che prezzo sono disposto a pagare per il mio desiderio? Penso di meritarmi di essere felice? E poi a pronunciare quella parola magica (che da piccoli forse a molti di noi era vietata) perché ‘esisteva solo nel giardino del re’: IO, IO VOGLIO, IO VOGLIO TUTTO… (aggiungete voi il vostro desiderio)!
Rimanendo in tema di volontà, bisogni e fame, Iader Fabbri (nutrizionista) è del parere che in nutrizione non si debba patire la fame ma nella vita a volte sì! E a questo proposito, con una punta di commozione, ha raccontato come i “no” ricevuti da suo padre lo abbiano aiutato a spingersi oltre, per ottenere quello che voleva davvero, e che hanno contribuito a farlo diventare l’uomo di oggi.
Per quanto riguarda l’alimentazione dovremmo tutti imparare a rispettare maggiormente nella nostra vita i ritmi circadiani per trovare un equilibrio, perché come, cosa e quando mangi è più importante di quanto mangi.
Chiara Blasi (professionista del non profit) ha voluto condividere la sua esperienza di cambiamento offrendo vari spunti di riflessione, convinta che per ritrovare se stessi spesso si debba lasciare qualcosa alle spalle. In primis l’ossessione della produttività e la paura del cambiamento. Viviamo infatti chiusi in gabbie costruite da noi, auto-convincendoci che non abbiamo la capacità di porvi rimedio. Ma è solo da uno spazio di “vuoto” che possiamo capire cosa desideriamo davvero per noi.
A proposito di superare i propri limiti, Silvia Camporesi (bioeticista) ha parlato invece degli strabilianti risultati ottenuti da paratleti con tecnologia assistiva tra cui Markus Rehm, Blake Leeper o Oscar Pistorius. Le maggiori difficoltà vissute da ognuno non erano causate dalla loro disabilità ma derivavano dal dover provare – anche in sedi giudiziarie – che con le loro protesi non traevano un “vantaggio” rispetto agli atleti normodotati. Storie di vita differenti, eppure questi sportivi sono accumunati nella loro “diversità” da un unico desiderio, quello di competere con i migliori al mondo alle olimpiadi.
Giovanni Scifoni (attore, autore e regista) prendendo spunto dal concetto di “disincanto del mondo” introdotto da Max Weber, ha spiegato in modo esilarante i fattori che ci stanno portando verso una “recessione sessuale”; tra questi l’uso eccessivo di tecnologia digitale, il bombardamento mediatico a sfondo sessuale e gli strumenti Social che, oltre a complicare il corteggiamento, spesso impediscono un incontro reale ed autentico.
Monica Fantini (fondatrice del festival del Buon Vivere), convinta che il benessere individuale sia collegato al benessere collettivo, ha commosso il pubblico raccontando di come sia riuscita ad aiutare un bambino africano a realizzare il suo più grande desiderio: vedere la neve. Un desiderio che si è concretizzato attraverso la sua grave malattia che lo ha portato, grazie all’aiuto di Monica, a intraprendere il suo viaggio in Italia e a colmare i suoi occhi con il bianco della neve, consapevole che la felicità di quella visione non sarebbe stata spazzata via neanche dalla morte.
Per questo Monica “tiene sempre in tasca una manciata di neve, con l’impegno comune di non farla mai sciogliere” e ha invitato tutti a tenere sempre in tasca un desiderio e a prendercene cura!
Tante le esperienze vissute sulla sua pelle che le hanno insegnano – come scrive Italo Calvino in “Le città invisibili” – a cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio.
Concludo questo racconto confidandovi il mio desiderio: ho scritto questo testo perché volevo trasmettere (anche se filtrate dai miei occhi) le emozioni vissute durante lo spettacolo e condividerle con chi non c’era ma avrebbe desiderato tanto partecipare. Chissà che non possa accadere l’anno prossimo.
Intanto prendete nota, la prossima edizione è in calendario a Forlì il 1° febbraio 2025.
Daniela Binario
